Nuoto, verso Tokyo 2020: Federica Pellegrini, Musso e Quadarella. La 4×200 sl femminile torna a prendere forma

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Il compianto Alberto Castagnetti affermava che la profondità di un movimento natatorio la si comprende dalla competitività della 4×200 stile libero. Ebbene, pensando al settore femminile, viene in mente la medaglia d’argento di Kazan 2015 con una frazione spettacolare di Federica Pellegrini da 1’54” ma anche con Alice Mizzau, Erica Musso e Chiari Masini Luccetti in grande spolvero. Dopo un periodo buio, in cui la sola Pellegrini sembrava essere in grado di rappresentare il movimento femminile su questa distanza, uno spiraglio ora ci potrebbe essere.

Il Trofeo Nico Sapio 2018 ha infatti riproposto in grande spolvero la Musso, capace di staccare il biglietto per i Mondiali 2018 in vasca corta con un tempo di pregevolissima fattura nei 400 sl e riportare in auge una staffetta che sembrava persa. Anche perché la specialità potrebbe ricevere nuova vita dal contributo di Simona Quadarella, eccezionale a Glasgow nei 400-800-1500 stile libero, e pronta a dare un grande mano.

Con la campionessa veneta, poi, nuovamente in ballo nelle quattro vasche è chiaro che la formazione confermerebbe uno status di competitività piuttosto alto, conoscendo le qualità di Federica anche il suo essere determinante nel gioco di squadra. Il vero problema però riguarda la quarta frazionista e i nomi non sono molti. Le papabili per la rosa nostrana sono Margherita Panziera e Anna Chiara Mascolo.

La dorsista, eccezionale  nella sua specialità nella rassegna continentale (oro nei 200 dorso), potrebbe infatti essere una buona staffettista avendo dimostrato in ambito italiano di poter nuotare tempi di un certo spessore anche a stile libero. Lo stesso dicasi per la giovane Mascolo, sotto i 2″ negli Eurojunior dell’anno scorso e già catapultata nel mondo dei grandi non con grande fortuna.  Vedremo se la Federazione saprà trovare una soluzione